REVAMPING E REPOWERING IMPIANTO SU TETTI A FALDA

LOCATION: Padova
SOGGETTO: impianto industriale da 450 kWp
CARATTERISTICHE: impianto su tetti a falda
PROBLEMA: degrado anomalo del backsheet dei moduli con conseguente perdita di isolamento
INTERVENTO: analisi Riso e UV-F
RISULTATO: aumento del 10% della potenza totale dell’impianto

Renforce, monitoraggio di ultima generazione.

Il sistema di monitoraggio Renforce ha inviato ripetuti allarmi di scarso isolamento del campo fotovoltaico, che causavano l’attivazione della modalità di protezione degli inverter e conseguente fermo impianto. Alla luce di ciò, sono state consigliate alla committenza delle analisi specialistiche in campo atte ad individuare l’origine del problema.

Analisi specialistiche diurne e notturne. 

Attraverso delle analisi diurne di resistenza di isolamento e notturne di fluorescenza ai raggi UV è stato riscontrato che il problema affliggeva i moduli di due dei tre tetti complessivi da cui è costituito l’impianto (sul terzo tetto era installata una marca di pannelli differente). +

Sollevando a campione alcuni di questi moduli, si è notata una evidente fessurazione del backsheet, pertanto l’isolamento dei moduli era compromesso e si verificavano piccoli fenomeni di dispersione di energia, con conseguente rischio di innesco incendio e di folgorazione per le persone addette all’impianto.

Dalla sostituzione dei moduli l’incremento della potenza e il risparmio in bolletta.

Si è provveduto, quindi, alla sostituzione integrale dell’intero lotto di moduli del medesimo modello, con pannelli di nuova generazione.

L’intervento ha permesso di realizzare una nuova sezione di impianto non incentivata, con lo stesso ingombro di spazio, e di incrementare di oltre il 10% la potenza totale dell’impianto. Ciò ha permesso all’azienda di diminuire la propria dipendenza dal fornitore di energia e di abbassare considerevolmente le proprie bollette elettriche.

I risultati.

In definitiva, l’intervento ha portato alla completa risoluzione del problema di isolamento e di dispersione energia e al conseguente azzeramento del rischio incendio e del rischio folgorazione per gli operatori. E, oltre a ciò, all’aumento della quota di energia autoprodotta dall’azienda.

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